Le origini del santuario si dividono tra la tradizione popolare e la ricostruzione storico-archeologica:
La leggenda del contadino: La narrazione popolare racconta di un contadino che, mentre arava un terreno sul colle Tagliata, vide i due buoi e l'aratro precipitare nel burrone. Raggiunto il fondo del dirupo, trovò gli animali incolumi di fronte a un'immagine dipinta sulla roccia raffigurante le Tre Persone della Trinità.
L'ipotesi monastica (VI - XII secolo): Storicamente, l'origine del luogo sacro è legata al monachesimo bizantino o benedettino. Tra il VI e il IX secolo, eremiti e monaci cercavano rifugio nelle grotte dei Monti Simbruini (vicini all'area di Subiaco) per dedicarsi alla preghiera. L'affresco all'interno della grotta principale risale presumibilmente al XII o XIII secolo.
Nel corso dei secoli, il santuario è diventato meta di forti devozioni popolari provenienti dal Lazio, dall'Abruzzo e dalla Campania.
La "Compagnia" e il cammino a piedi: La tradizione vede la formazione di gruppi di pellegrini (chiamati Compagnie) che percorrono a piedi decine di chilometri attraverso i sentieri montani per raggiungere la parete rocciosa.
I canti e il "Pianto delle Zitelle": Uno dei momenti più suggestivi dell'anno liturgico coincide con la festa della Santissima Trinità (la domenica successiva alla Pentecoste). In questa occasione si svolge il Pianto delle Zitelle, una sacra rappresentazione in canto in cui ragazze vestite di bianco e di nero rievocano la Passione di Cristo.
Oggi il santuario rimane aperto principalmente dalla primavera all'autunno (maggio-novembre), rimanendo inaccessibile nei mesi invernali a causa della neve e delle condizioni climatiche della montagna.


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